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Come funziona Windows File Recovery: strumento di recupero dati di Microsoft

Da qualche anno sembra evidente una singola faccenda: Windows può perdere i nostri dati in giro, anche e solo grazie a qualche aggiornamento distribuito stesso dalla Microsoft. Ciò è cominciato ad accadere dal 2018 e qualche volta il problema viene riportato a galla da qualche update sballato. Anche se forse questo non è il caso vero e proprio per il quale la casa ha deciso di fondare questo strumento, al giorno d’oggi è possibile scaricare ed installare lo strumento per il recupero dati della Microsoft: Windows File Recovery

E’ ufficiale, ma richiede comunque qualche conoscenza approfondita per essere sfruttato a dovere. Ecco tutto ciò che c’è da sapere:

Per prima cosa, è possibile scaricare lo strumento stesso dallo Store della Microsoft (). Il programma è ancora in buona parte in inglese ma può essere tranquillamente scaricato nel nostro sistema operativo, a patto che sia aggiornato all’ultima versione disponibile.

Prima di tutto va detto che questo programma non presenta un’interfaccia grafica. Va comandato principalmente tramite un prompt dei comandi o al limite Powershell, per il quale bisogna sapere i comandi precisi per farlo funzionare.

Inoltre, bisogna anche comprendere i limiti del recupero dati. Per quel che riguarda gli Hard Disk, i file possono essere recuperati dopo l’eliminazione, a patto che va fatto subito. Per le memorie SSD, questo processo è molto più complicato e la possibilità di recuperare alcun dato perso è quasi sempre molto ridotto.

In genere non bisogna richiamare l’utilità per il recupero dati dal Prompt o PowerShell. Una volta installato il programma, basta cercarlo nel menù avvio e cliccare sulla sua icona. Verrà aperto il Prompt dei comandi automaticamente, sotto i permessi d’amministratore. Verrà anche visualizzata una lista dei comandi da utilizzare, ma per i meno esperti può risultare piuttosto complicato da usare.

Sia che avete cliccato sull’icona del programma, sia che avete aperto il Prompt dei comandi o PowerShell, il comando generale per attivare quest’utilità è “winfr”. Questo è un comando d’esempio su come funziona:

winfr d: c: /modalità

La prima parte è la fonte, ovvero la parte che v’interessa recuperare. Potete specificare un’unità, una cartella, quel che vi sembra più adatto. La seconda parte è l’unità che deve ricevere i dati recuperati, che verranno poi ammassati sotto una cartella chiamata “Recovery” con a seguito scritta la data e l’ora del recupero effettuato. La modalità ovviamente specifica il tipo di recupero e quando deve essere approfondito.

Vediamo dunque di creare una situazione ideale. Dobbiamo recuperare dei file immagine JPG dal nostro Hard Disk principale, ed il tutto verrà salvato in quello secondario. Il comando da utilizzare, in generale, è il seguente:

winfr c: d: /n *.jpg

Una volta che ci verrà confermato ciò che vogliamo fare, rispondiamo che vogliamo procedere con Y. Inizierà la scansione ed il recupero di questi files.

Un altro esempio. Magari vogliamo recuperare dei file che hanno un nome preciso all’interno piuttosto che recuperare migliaia d’immagini inutili. Il comando allora deve essere il seguente:

winfr c: d: /n *vacanze*

Questo farà recuperare al programma qualsiasi cosa che si chiama Vacanze. Ovviamente potete aggiungere anche l’estensione al comando “*.jpg” in modo che il programma cerchi di recuperare immagini che riportano solo e specificatamente quell’estensione, con quel nome.

Queste sono le basi di come è possibile utilizzare l’utilità di recupero dati della Microsoft. Ricordatevi che esistono anche tanti altri modi con il quale funziona, visto che è provvisto di diverse modalità più rapide o più approfondite per sfruttare ogni minima possibilità di recupero. L’utilità in sé è molto piccola e non ha bisogno di varie installazioni invasive, per il quale è un ottimo candidato per chi ama lavorare in un ambiente più tecnico.

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